Fiat Topolino, arriva l’auto del popolo. Alla fine degli anni Trenta una delle priorità per i nuovi governanti del ‘Belpaese’ è quella di motorizzare il Paese.
Sicuramente le teorie futuriste hanno un peso non indifferente su questo proposito, al punto che si incarica la Fiat di progettare e costruire una vera e propria auto del popolo.
Gli ingegneri e lo stesso senatore Agnelli non sono contenti di tale compito, ma devono comunque obbedire.
Per accorciare i tempi si decide di optare per il prototipo di Oreste Lardone, innovativo e dotato di trazione anteriore.
Sfortuna vuole che la vettura, mentre era in collaudo con Agnelli ed i tecnici a bordo, prenda fuoco per una fuoriuscita di carburante dal serbatoio.
L’inconveniente vale il licenziamento del povero Lardone e la scomunica della trazione anteriore dalle future ‘car line’ del lingotto.
La situazione è drammatica, al punto che il nuovo responsabile del progetto, Antonio Fessia, affida la patata ‘bollente’ al giovane Dante Giacosa.
Per l’ingegnere, fresco di laurea, l’imperativo categorico voluto dalla proprietà è uno solo: risparmiare.
La Fiat Topolino ha così un rudimentale motore a valvole laterali con un impianto di raffreddamento con radiatore posto sopra il motore e lubrificazione organi meccanici, con un elementare pompa olio che ha solo la funzione di portata.
Il telaio era costituito da due travi a ‘V’.
Fiat Topolino, la storia
Presentata nel 1936 e ribattezzata Fiat 500 ‘Topolino (in onore del personaggio di Walt Disney appena nato), nonostante il costo non proprio ‘popolare’, è subito un successo.
Fiat Topolino diventa la prima auto che si diffonde per davvero, popolando le strade di Milano, Roma e Torino.
Il primo passo verso ‘i motori’ che viene compiuto da chi decide di abbandonare per sempre il cavallo.
La versione ‘B’ della Fiat Topolino, che debutta nel 1948, ha un nuovo motore con valvole in testa azionate da aste e bilancieri, con maggiore potenza e minori costumi.
Debutta anche la versione ‘Giardiniera’, una piccola station wagon molto amata e richiesta per la sua praticità ed eleganza, con la possibilità di avere come optional il riscaldamento.
Il modello ‘C’ della Fiat Topolino del 1949 rappresenta l’evoluzione definitiva del modello, dotato di nuovo frontale e motore con testata in alluminio.
La ‘C’ è economica e molto desiderabile nell’allestimento trasformabile, grazie al tetto completamente apribile che rende l’uso dell’auto oltremodo gradevole nelle stagioni primaverile ed estiva.
Nel 1955 saluta definitivamente i listini.
Al di là di dettagli tecnici ed evoluzioni di serie, la Topolino entra nell’immaginario collettivo perché interpreta un bisogno nuovo: muoversi in autonomia. Compatta, semplice e relativamente economica da mantenere, diventa un oggetto di desiderio e di riscatto per tante famiglie. Accompagna l’Italia in un periodo di profondi cambiamenti. È l’auto delle prime gite fuori porta, dei piccoli viaggi di lavoro, delle domeniche in città. Un simbolo di modernità “accessibile”, capace di segnare una svolta culturale oltre che industriale.
Non è un caso che la Topolino resti ancora oggi una delle Fiat più ricordate. Il suo progetto, improntato alla massima essenzialità, dimostra come l’ingegneria sappia trovare soluzioni intelligenti anche con vincoli severi di costo e materiali. Proprio questa filosofia, unita a design riconoscibile ed a sorprendente versatilità per l’epoca, ha fatto sì che la 500 “Topolino” diventasse un’icona.
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